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Il ritorno di Selûnarra

Alba del Sole Cremisi

"Sotto la volta del cielo immobile, dove l'alba si fonde al manto del crepuscolo, non sarà il fulgore a frangere l'oscurità né l'ombra a soffocare il giorno. Là, tra l'aratro e la falce, le mani degli ignari intrecciano il fato, mentre l'acciaio scintilla senza eco, cieco di fronte al suo riflesso. Non il piede che calca la terra conosce la via, ma il passo esitante che sfiora il baratro; e quando il firmamento avrà divorato l'ultimo bagliore, colui che cammina sul crinale del dubbio scoprirà, nell'abisso, la sua corona.

Dove la luce reclama purezza e le tenebre sussurrano promesse d'eterno, entrambi ignorano il confine che li lega, invisibile ai cuori che battono all'unisono. La verità non si scrive tra i clangori delle armi, ma nei silenzi di chi non osa guardare il proprio riflesso. Come le stelle si specchiano nel fiume, così il destino si riflette negli occhi di chi, senza saperlo, è già caduto. Chi inseguirà la vittoria scoprirà di essere schiavo delle stesse catene che voleva spezzare.

Nel gioco dei troni invisibili, non è la forza che regna, ma l'inganno sottile del tempo, che muta l'animo di chi lo sfida. Non c'è alba che non nasconda un tramonto già scritto, né ombra che non porti in sé il seme della luce. Quando l'ultimo respiro del vento si placherà, ciò che resta non è gloria, ma polvere. Eppure, persino la polvere conosce il segreto dell'eterno, perché da essa rinasce ogni cosa."

Illustrazione: Lipika, custode del Fato

Elturel - Locanda di Gallowgar
Anno 1423 C.V.

La locanda era piena nonostante fosse ormai tardi anche per la città di Elturel: soldati a fine turno, artisti di strada ed anche diversi ragazzi troppo grandi per dirsi bambini e troppo piccoli per dirsi uomini.
Fu una luce ad avvisarli del suo ingresso in quanto, ancor prima che aprisse la porta, il bagliore candido che emanava e che non poteva mai celare rischiarò le finestre della locanda e l'orlo della porta che, infine, aprì.

Illustrazione: Artemysia entra nella locanda

Tutto il Faerun aveva ormai avuto notizia dell'arrivo dei Selunnari ma in pochi potevano vantare di averli visti e ancor meno di averci parlato.
Grandi saggi, impareggiabili maghi, si diceva vivessero su una città fatta di pura luce che poteva viaggiare nel cielo.
Una stella tra le stelle.
Così veniva definita la magnifica Selûnarra.

La donna, la cui bellezza e unicità trascendeva i canoni a cui quelle semplici persone erano abituate, entrò e si sedette al banco giacché lì era l'unico posto vuoto.
Portava con sé uno strano strumento di metallo legato dietro la schiena, come se fossero due pentole attaccate l'una all'altra a cui erano stati applicati dei bozzi.
La diffidenza prese il sopravvento tra gli avventori che ben presto si allontanarono da quella fulgida ragazza il cui aspetto, nella sua perfezione, trasmetteva timore.
In questi casi è l'innocenza di chi non ha ancora il cuore macchiato dalla malizia che agisce e fu così che Clotilde, la giovane camerie figlia dell'oste che le chiese:

"Mia signora, cosa posso servirle e, se posso, non l'abbiamo mai vista, chi è e cosa cerca a Elturel?

Gli occhi della donna, due gemme di luce, incontrarono quelli della giovane locandiera e risposero con la voce più buona e gentile che ella avesse mai udito:

Ho fatto un lungo viaggio, qualcosa che mi scaldi gentile ragazza.
L'osservò un lungo istante e la locandiera sentì quegli occhi che le guardavano l'anima.
Tra non molto tempo i tuoi giorni tra queste mura finiranno gentile anima e uno dei tuoi tre più grandi sogni sarà realizzato con la benedizione di Selune.
La giovane sentì un misto di sentimenti rapirla, in qualche modo sapeva che quella donna non mentiva e, come il tocco di una madre rassicurante, ebbe la medesima sensazione di una gentile mano sulla spalla.
Chiese con un filo di voce:
"C-Chi siete mia signora? Venite forse dalla città di luce?
La donna fece un leggerò sorriso ed annuì.
Il mio nome è Artemysia e sono una custode delle memorie e, si, vengo da Opus, che tu chiami città di luce. Un nome magnifico detto dalla tua innocenza.

A quella rivelazione mormorii si alzarano ovunque nella locanda che era diventata ovviamente silenziosa per ascoltare e in molti iniziarono a fare le più disparate domande a quella donna così unica: come mai siete qui? Come siete arrivati nel Faerun? Che intenzioni avete?

Artemysia slacciò lo strumento che portava dietro la schiena e, quel semplice movimento, bastò a placare tutte quelle crescenti domande e brusii.
Lo poggiò sulle sue ginocchia e lo tocco: a quel delicato movimento seguì un suono dolce ma che vibrò nei petti di tutti gli astanti.
Lei guardando tutti e nessuno disse:

Essia, vi concederò la memoria degli eroi di Opus e del vostro mondo giacché è ad essi che persino la sacra Selune ha reso omaggio.

Poi iniziò a suonare.

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La Ballata di Ascore

Parte I: L'Arrivo

Su aspre vie battute dal vento,
giunsero eroi dall'oscuro intento.
Karenina la cacciatrice, veloce e letale,
Adomorn l'inquisitore, il cuore di metallo immorale.
E insieme Chlothar, barbaro audace,
e Shandril, maga dall'incanto tenace.

Verso Ascore la città in rovina,
dove i Phaerrim, infami, dormon di nebbia in cortina.
Tra rovine antiche e un silenzio assordante,
li accolse la notte, oscura, impietosa e incostante.

Parte II: Il Tempio delle Luci e delle Ombre

La ricerca era lunga, la paura assalente,
ma un bagliore dorato, lontano e incandescente,
rivelò il Tempio, a lungo celato,
dalle Luci e Ombre dal tempo segnato.

Scoprirono gli Occhi, artefatti potenti,
sacri guardiani dei lumi splendenti.
Chlothar, con forza, li strinse in mano,
e il Tempio si scosse, si alzò piano.

Parte III: Il Tempio Si Solleva

Dalle pietre, antiche e pesanti,
crebbe il Tempio, sovrano tra gli amanti
della notte e del giorno in eterno contrasto,
sospeso ora in cielo come un astro.

Ma ecco il Lipika, Custode del Fato,
con volto di stelle e cuore tracciato:
"Un evento cosmico io vi rivelo,
tra le forze di Shar e Selune nel gelo.

Parte IV: Lo Scontro e La Preghiera

Avanzan le ombre, oscure e feroci,
Shar manda i suoi, che gridano voci
dell'abisso profondo e senza fine;
la battaglia inizia tra sortilegi e spine.

Mentre Shar e Selune si sfidano alte,
Lilinnara e Shandril, preghiere risaltan scalze,
con mani al cielo, invocano le Dee sorelle,
luce e ombra in danza crudele.

Parte V: Il Sacrificio

Ma giunse un'ora, nera e dolente,
Karenina e Shandril, lo sguardo lucente,
capirono il destino, accettaron la sorte,
per garantire ai compagni trionfo e non morte.

Con un grido di vita, scomparvero al buio,
perpetuando l'eroismo nel grande diluvio.
Chlothar e Adomorn, presero spade,
e sconfissero Shar, tra glorie e grida rade.

Parte VI: Il Ritorno e la Profezia

Sfinito, ma intatto il Tempio restò,
le luci di Selune brillaron da ciò.
E mentre tornavan, tra nebbie e lamenti,
Selune illuminò i loro momenti.

Come profetizzato, la luce venne chiara,
dall'alto di Selunnara, in pace e sfarzara.
E gli eroi ormai lontani, tra vita e leggenda,
per sempre vivranno, ché Ascore non li renda.